Intervento di Angelo Mirante
Simposio di Rieti: Teatro Flavio Vespasiano – 15 aprile 2026
Teatro e aree interne: nuove centralità, nuove relazioni, nuove competenze per il teatro diffuso nei contesti non metropolitani.
Un’avventura interdisciplinare per mettere insieme esperienze e competenze ibride.
Il Teatro Intorno a Noi nasce dal pensiero di Boezio “la Musica è intorno a noi” e dal concetto affascinante del musicologo Herbert Spencer che afferma: «La musica nasce già dal parlare che si fa testo emotivo quando ciascuno di noi, per esprimere sentimenti di rabbia, gioia, tristezza, modula le parole dette con enfasi».
Boezio definisce l’idea di “intorno a noi” nel senso di onnipresente, è una musica percepibile dall’intelletto. Ciò sta a significare che la musica, in genere l’arte, ci accompagna in ogni momento della giornata e sta a noi darle la dovuta rilevanza e attenzione, così da avere “Una Musica per la Vita” e non magari “Una Vita per la Musica”.
Così è nata la volontà della Eko Orchestra di realizzare, all’interno del Festival Internazionale della Chitarra di Castrocielo, un esperimento: concretizzare un proprio “oggetto artistico” da far riflettere in ogni occasione possibile e in ogni spazio a disposizione, mantenendo però in modo democratico il focus dell’analisi condivisa.
Nel nostro territorio, data anche la natura del nostro gruppo, abbiamo da sempre avuto l’urgenza di esprimerci anche con codici informali e trarne un’esperienza di interdisciplinarità, indagando in tutte le sfere del mondo artistico le architetture che possono esserci in comune e che sono poi alla base del pensiero e della volontà artistica, cercando quindi una “chiave di lettura” e avere poi uno spunto di interazione, un vero e proprio stretching mentale su: cos’è musica? Cos’è arte? Su binomi del tipo: bello/brutto; giusto/sbagliato; suono/rumore; senso/significato. Nasceva così l’urgenza di approfittare del “teatro” e dialogare tra noi ed il pubblico, crescere non solo tecnicamente e quindi in modo empirico, ma capire davvero come l’arte possa elevare l’uomo e “curare l’anima”.
Così abbiamo realizzato l’idea di teatro, occupando spazi che potessero avere le “dimensioni” di un luogo dove dar vita al confronto, alla partecipazione, come opportunità di crescita sociale e non solo di puro ascolto. Dove ognuno poteva avere l’occasione di dire la sua, con le proprie emozioni e perplessità scaturite dall’oggetto artistico proposto.
Questa è una delle esperienze vissute con l’Orchestra di improvvisazione informale, ricercando colpi/suono sullo strumento e partecipando come colonna sonora di un teatro dell’assurdo in cui alcuni ragazzi dell’orchestra stessa hanno improvvisato, recitando su un canovaccio dato pochi istanti prima di esibirci. Lo stesso è valso per i musicisti che, non sapendo cosa fare prima dell’esibizione live, si sono trovati a seguire dinamicamente e agogicamente su momenti che nascevano dall’improvvisazione. Seguivano gesti semplici con mano aperta, suono o mano chiusa, assenza di suono; mano alta, suono forte, mano bassa, suono piano.
Ma il vero momento di Musica Intorno a Noi è stato poter poi avere occasione di crescita culturale attraverso l’accoglienza dei vari punti di vista nati dalle riflessioni, utilizzando una chiave di lettura o meglio le “figure della musica” di Salvatore Sciarrino, che ci dà la possibilità di interagire con l’oggetto artistico, avendo così l’opportunità di seguire l’improvvisazione e il teatro dell’assurdo in maniera più attenta. Affascinante il rapporto architettonico tra i diversi generi musicali proposti per capire l’idea di “accumulazione e rarefazione”, come possono stare insieme Beethoven, Rossini e i Metallica, come possono avere punti in comune questi con il Pistoletto e la sua Venere degli Stracci oppure con L’incoronazione della Vergine, così da capire l’idea architettonica del crescere e decrescere presenti nella varie opere artistiche, oppure come poter apprezzare ed intuire l’idea del colpo di scena/effetto sorpresa spiegato da Sciarrino: la “figura’ del Little Bang.
Insomma, è stata l’occasione per seguire l’oggetto artistico e dare la possibilità, al pubblico ed ai musicisti, di capire che oltre a un aspetto emotivo ci possono essere oggetti da ricercare, permettendo di riflettere su concetti importanti come, ripeto: cos’è musica?
Si tratta dunque di sviluppare un pensiero democratico, che possa dare una chiave di lettura degli “oggetti artistici” per far nascere non una verità assoluta ma diverse verità dai diversi punti di vista, realizzare grazie all’analisi un “Universo Culturale Locale”, com’è chiamato da Boris Porena. Abbiamo avuto l’occasione di capire la grande importanza che può avere il teatro all’interno di una comunità, come occasione di allargare i nostri orizzonti musicali non solo legati a concetti semplicistici: bello/brutto, giusto/sbagliato, capire che nel “diverso” c’è l’occasione di crescita e di elevazione culturale e quindi umana. Apriamoci intorno a noi.
